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Dovrò morire? - La domanda che ti fa uscire fuori di testa e che cambia il tuo modo di pensare...

I valori e gli approcci alla vita sono tanti quanti gli individui che abitano questa nostra Terra. Chi sogna di avere una casa riccamente arredata, qualcun altro ha l’ossessione delle macchine da corsa, poi c’è quello che vede nelle conquiste dei figli anche le sue e chi non vede l’ora di condividere le foto delle ultime vacanze. Perfetto se questo è ciò che rende realmente felice una persona, se però qualcosa va storto e cominciano le lagnanze, è meglio fermarsi un attimo e riflettere su ciò che conta, sopra ogni altra cosa, per i bambini meno fortunati.

“Faccio l’infermiera nel reparto di oncologia infantile. I miei pazienti sono speciali e all’inizio non potevo non trattenere le lacrime quando ci toccava di dover dare l’ultimo saluto a qualcuno di loro. Con il tempo ci si abitua a questa fatalità, si indurisce la corazza esterna che assopisce le emozioni, ma ci sono domande davanti alle quali si crolla. Letteralmente. Ieri un bambino di sei anni mi ha fatto una di quelle domande.”

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“-Sorella Lena, ma io morirò? Lo guardo. Non ha più capelli sulla testa, non riesci a distogliere gli occhi dai lividi sotto i suoi, di occhi. Sento le lacrime affollarsi. Non posso piangere, almeno non davanti a lui.

- Ma cosa dici! Certo che non morirai.

- Io penso di sì... Ma non ho paura. E’ che sabato è il compleanno di mia mamma e le ho fatto un regalo. Glielo do se non muoio. Non me ne dovrò andare prima di sabato, vero?”

“Quel bimbo mi ha poi mostrato il disegno fatto per la mamma. Come fare per non impazzire? Come fare per smettere di pensare a lui e al suo desiderio di vivere fino a sabato per poter consegnare di persona il regalo alla mamma? In realtà ho trovato un modo.”

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