logo Per le cose che hanno importanza, "fai passaparola"!

Per molta gente vederla in bikini può far venire il voltastomaco. Quello che fa questa ragazza dovrebbe invece essere fonte di ammirazione!

Sara Gebert è appena ventenne e abita a Pittstown nel New Jersey (USA). Tre anni fa le è stata diagnosticata una pseudo-ostruzione intestinale cronica, soffre inoltre di gravi disturbi dell’apparato digerente che le impediscono di digerire qualsiasi sostanza. Non può mangiare nè bere autonomamente, arriva perfino a rimettere fino a 60 volte al giorno. Ha dovuto sottoporsi ad un intervento clinico affinchè i medici identificassero la patologia da cui era affetta e cosa stava accadendo di preciso nel suo intestino. Potete facilmente immaginare l’opposizione di Sara ad accettare la propria malattia. Benchè le sostanze nutritive vengano pompate dalle macchine direttamente nel suo sangue e sia facile vittima di nausea, stitichezza e dolori ricorrenti, la ragazza cerca di vivere una vita normale... E’ partita per le vacanze e ha avuto il coraggio di mostrarsi in bikini – proprio come temeva gli sguardi di villeggianti e residenti erano puntati su di lei, e una sconosciuta ha osato avvicinarsi a Sara e rivolgerle la parola. Sara ha affidato a Facebook la sua reazione a quanto pronunciato da questa donna. Leggerla vi farà rimanere di sasso!

„Io non so se per te è stato facile venirmi incontro sula spiaggia, per quanto mi riguarda trovo difficoltà a parlare con estranei. Eri sorprendentemente sicura di te stessa e questa autostima è riuscita a contagiare perfino una persona fragile come me. Mi hai visto come sono davvero: una ragazza spaventata che finge di non avere paura.

In realtà non conosco il motivo che ti ha spinto a venire da me, eppure voglio ringraziarti per averlo fatto. Vivere con una malattia cronica presenta varie complicazioni, soprattutto se queste influiscono sull’aspetto esterno, come nel mio caso. Quando sono vestita di tutto punto nessuno mente in discussione la mia “normalità”, al mare invece è tutta un’altra cosa...

In spiaggia ciascuno vede gli altri come sono veramente. Quando mi si guarda si scorgono fistole, sonde, sacche per la raccolta dei liquidi e altre cose che solitamente non si vedono in villeggiatura. Io mi ci sono abituata e ho imparato a convivere con questa condizione, per gli altri invece che mi vedono in compagnia di presidi e dispositivi vari sembro una appena uscita da un film di fantascienza. Tu però non hai visto in me una persona stomizzata, ma soltanto una persona. Non mi hai guardato la pancia, mi hai fissato dritto negli occhi. E alla fine mi hai ringraziato.

Non so se te ne sei accorta ma mi hai sorpreso. C’era gente che non simulava ribrezzo vedendomi, mi dava dell’irrispettosa nei confronti delle norme del buon costume o mi chiedeva se volessi seriamente entrare così in acqua. Pensavo che mi avresti detto delle cose analoghe, ma le tue parole mi hanno impietrito. Hai espresso riconoscenza perchè avevo raccolto le forze e avevo avuto il coraggio di farmi vedere in bikini. Mi hai raccontato di essere passata per una situazione simile e che ti avevano rimosso l’intestino. Hai detto che sono un modello per le persone! Cose che per me hanno un grande valore.

Mentre mi preparavo per la partenza pensavo incessantemente al costume da bagno che avrei preso. Alla fine li ho presi tutti, per di più ne ho comprato uno nuovo perchè avevo l’impressione che nessuno tra quelli in mio possesso nascondesse la pancia. Ho poi deciso di acquistare un bikini come tutti gli altri, come se non ci fosse nulla di strano nel mio corpo. Ero mostruosamente agitata. Tutti i giovani hanno difficoltà ad accettare il proprio corpo, dopo l’intervento poi gli stimoli ansiogeni sono aumentati di circa il 100%... In spiaggia mi sono sentita molto a disagio, sentito tutti gli sguardi puntati verso di me. Per fortuna sono bastati pochi minuti di conversazione con te per abbattere tutte quelle paure. Ho capito che non importa qual è il mio aspetto e per il resto delle vacanze mi sono preoccupata unicamente del fatto di aver portato troppi costumi da bagno e che non sarei riuscita a mettermeli tutti.

Vorrei nuovamente esprimere gratitudine per quello che hai fatto. Mi hai restituito la fiducia nelle persone. Grazie a te mi sento bene con il mio corpo, ho una maggiore considerazione di me stessa e non mi intristisco più”.

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I migliori auguri per Sara! Ci vuole grande forza d’animo per esporsi agli sguardi degli altri se si è affetti da una simile patologia, eppure tutti hanno diritto a godersi le gioie della vita... Chi lancia commenti di disprezzo ci pensi due volte e si metta nei panni di chi vive con la stomia intestinale o deve combattere battaglie senza mai tregue...

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