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Cani abbandonati in una casa vuota e condannati a morte certa vedono arrivare dei volontari e fanno qualcosa di straordinario!

Molte (troppe) persone hanno paura delle cd. razze pericolose e naturalmente a riempirsi la bocca di giudizi negativi è soprattutto chi non ha mai avuto nulla a che fare con un esemplare appartenente a una delle tipologie canine “a rischio di aggressività”. Io stessa sono cresciuta in una casa in compagnia di un Amstaff e so perfettamente quanto sono dannosi i commenti di quelli che li bollano come cani cattivi, imprevedibili e combattivi. La correlazione fra alcune razze canine e la pericolosità è infatti scientificamente infondata. La storia dei due Amstaff che ora vi presenteremo è l’ennesima prova che persino un cane vittima di maltrattamento è capace di non prendersela e di non arrecare offesa a sua volta...

Due Amstaff, un maschio e una femmina, sono stati trovati in un alloggio abbandonato. I proprietari che ci vivevano prima avevano ricevuto un ordine di sfratto e con ogni evidenza non si erano preoccupati del destino dei cani... Sky e Max erano molto spaventati e i volontari dell’associazione Guardians of Rescue hanno saputo della loro esistenza grazie a dei vicini allarmati dal continuo abbaiare degli animali. Credendo che i loro padroni sarebbero presto tornati gli gettavano del cibo attraverso la finestra. Dato il prolungarsi dell’attesa, hanno deciso alla fine di avvisare gli organi competenti.

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Frankie Floridia è stato il primo a varcare la soglia di quell’alloggio ed è rimasto allibito. Sky e Max avevano subìto un trauma perchè i loro padroni li avevano lasciati in balìa di sé stessi e nonostante tutto entrambi agitarono la coda dalla gioia alla vista dei volontari. All’inizio Max aveva avuto qualche perplessità ma quando Frankie l’ha portato fuori tenendolo al guinzaglio il cane non riusciva più a trattenere l’entusiasmo. Le cosiddette razze pericolose sanno come metterci una pietra sopra...

Sky ha già trovato una nuova casa, suo fratello invece è stato accolto da una famiglia provvisoria ed è in attesa di trovare una sistemazione permanente. Siccome i cani non hanno voce per esprimersi autonomamente, dice Frankie, sono le organizzazioni come la sua ha decidere in loro vece. Possiamo solo augurarci che ci siano sempre più persone disposte a parlare a nome degli animali :)

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