logo Per le cose che hanno importanza, "fai passaparola"!

Una bambina si siede accanto al nonno morente. Si apre la porta ed entra qualcuno che non si sarebbe mai aspettata di vedere!

La vera amicizia può fare cose portentose e la storia che vi raccontiamo ne è una bellissima prova. La storia di una nipotina ormai adulta, che da bambina preferiva tenere compagnia al nonno anche se la madre non ne era entusiasta. Avrebbe dovuto secondo lei passare più tempo con i coetanei, ma la piccola sapeva il fatto suo. Il tempo avrebbe rivelato chi era nel giusto…

"Ogni sabato io e mio nonno ci recavamo ad una casa di cura a visitare i suoi conoscenti. La cosa non piaceva troppo a mia madre perchè riteneva che perdessi tempo e che facessi meglio a uscire e divertirmi con i miei amici. Per me però mio nonno era più importante, era solito ripetere che rendendo visita ai malati gli si porta un po’ di vita... Queste parole mi rimarranno sempre impresse nella mente! Questa struttura assistenziale ospitava molte persone, tra i suoi ospiti ricordo soprattutto il Cuoco John, la Nonna Elisa, il Cantante Simon e Viktor il Silenzioso. Il soprannome di ciascuno di loro comunicava uno degli aspetti più caratteristici del loro modo di essere e di vivere. John adorava cucinare, Elisa era una nonna splendida e amorosa, Simon poteva passare tutta la giornata a cantare e Viktor più che altro ascoltava, annuiva e sorrideva. L’atmosfera nel centro era molto piacevole e bastava una nostra visita perchè sul volto dei pazienti si leggesse una gioia sincera... Quando rendi visita ai malati, è come donargli la vita”.

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"Beh, è qui la festa? – fu la loro prima domanda e il nonno, anche se con difficoltà, sorrise. I suoi amici avevano avuto l’autorizzazione a lasciare la loro comunità alloggio solo per poter visitare mio nonno. John aveva preparato dei pasticcini, Simon cominciò a suonare la chitarra e ci mettemmo tutti a cantare. La Nonna Elisa aveva portato le sue nipotine, Anne e Joyce, mentre Viktor era seduto accanto al nonno e senza dire nulla gli teneva la mano. Quattro ore volarono via e l’orario di visita finì. I giorni passarono e mio nonno si stava riprendendo. Dopo tre settimane aveva ripreso a camminare. Ricominciò a mangiare autonomamente e servirsi del bagno. I medici non riuscivano a dare a tutto ciò una spiegazione. Parlarono del suo recupero come di un vero e proprio miracolo e poi... lo lasciarono tornare a casa. Io sapevo benissimo cosa c’era dietro. I suoi amici gli avevano restituito la salute. Era così ovvio perchè in fondo... Quando vai a trovare un malato gli doni la vita.”

Una storia ricca di ispirazioni!

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